Active Welfare Italy
Comments Off[english] The Active Welfare Observatory is developed in Italy by DIS research unit - Design and Innovation for Sustainability - INDACO - Politecnico di Milano.
[english] The Active Welfare Observatory is developed in Italy by DIS research unit - Design and Innovation for Sustainability - INDACO - Politecnico di Milano.
Coesistenza abitativa
Italia, Milano
By: Esterni - www.esterni.it e www.bedsharing.org
Slogan_
“Apre il Salone del Mobile e i Milanesi donano posti letto”
Soluzione_
Bed sharing è un progetto pensato per creare uno scambio organizzato di ospitalità, mettendo in contatto chi cerca e chi offre un posto-letto.
Come funziona?
Chi cerca, dopo aver visionato il catalogo dei luoghi ospitali, compilerà il form “cerco 2 mq”, inserendo i propri dati personali, il periodo del soggiorno ed il tipo di soluzione ricercata. La richiesta andrà completata indicando anche i codici dei posti-letto preferiti.
Chi offre, completerà il form “offro 2 mq” fornendo i dati personali e quelli relativi alla sua casa, al tipo di soluzione che offre e al rimborso spese richiesto, che va da 10 euro a 30 euro.
Ecco un esempio di un possibile incontro tra domanda e offerta:
Fase 1: Thomas, studente di design di Rotterdam, cerca su bedsharing.org un luogo ospitale per il suo soggiorno a Milano. Compila il form di richiesta ospitalità ed indica 3 soluzioni che gli sembrano adeguate alle sue necessità; Thomas ha selezionato: a) la famiglia Formigoni b) la famiglia Moratti c) la famiglia Rossi.
Fase 2: bed sharing inoltra la richiesta di Thomas alla prima soluzione, la famiglia Formigoni, che ha 24 ore per accettare. In caso questa non accetti, il form gira alla famiglia Moratti e poi eventualmente alla famiglia Rossi.
Fase 3: La famiglia Rossi decide di ospitare il giovane designer; quindi lo comunica allo staff di bed sharing che manda una conferma a Thomas.
Fase 4: Entro le 24 ore dalla mail che ha ricevuto, Thomas effettua il pagamento online (10 euro a notte) a bed sharing, volte a coprire le spese di gestione del progetto.
Fase 5: bed sharing mette in contatto Thomas e la famiglia Rossi, fornendo i rispettivi dati personali, indirizzo e-mail e numero di telefono, grazie ai quali potranno stabilire le modalità del loro incontro e conoscersi meglio, in vista dell’arrivo di Thomas a Milano.
Coesistenza abitativa
[in progress]
Italia, Milano
By: Innosense Partnership, Politecnico di Milano - INDACO - DIS - Design and Innovation for Sustainability Research Unit
Slogan_
Vivere e Condividere
Soluzione_
[descrizione in italiano: www.cohousing.it]
[english]
Co-housing, a residential community with shared services and facilities, first appeared in Denmark during the sixties and is widely found today especially in Sweden, Holland, England, the United States, Canada and Japan. It is essentially a combination of private dwellings, each with its own intimacy and autonomy, with the advantage of shared facilities such as micro-nurseries, DIY workshops, laundries, guest accommodation, vegetable gardens, gardens and so on, which offer social, environmental and economic benefits to the community. Each settlement typically consists of 25 to 40 dwellings where families and single people decide to live together, after a long process of participatory planning. In addition to being part of the building process, the shared planning stage is necessary in designing a “neighbourhood community”: before individual physical space is planned, the communal space must be designed and “filled” with the shared facilities chosen by the community itself.
The idea of promoting Co-housing in Italy arose from the meeting of two realities: the agency for social innovation INNOSENSE PARTNERSHIP and the INDACO Department/Politecnico di Milano, in particular the Unit of Research DIS – Design and Innovation for Sustainability. They have developed together a particular method and tools to give support to people interested in activate a residential community. Using this method and after sounding interest in shared housing among the citizens of Milan, through the survey-event “ABITOMILANO”, it was activated the first all-Italian adventure in Co-housing called “Urban Village Bovisa 01”, an ex factory just a few steps from the Politecnico di Milano, where a community of around 30 dwellings is being developed with 700 sm. of shared space to plan. The residential community building process started on 17th June 2006, bringing together all the families and people interested in the project. A large space in the heart of the Bovisa neighbourhood, the Scighera, was chosen as the meeting place for participatory planning: a place for socialising, relationship building and cultural production. Here, the would be co-housers initially got together and began reflecting on the cultural aspects of living together, the shared services and the characteristics of the final buildings and its shared areas. The participatory process is being co-ordinated by a project manager and run by social facilitators who show participants how to reach a consensus in decision making. Its main purpose is to involve those interested in building a shared vision of the community, and help create a group identity based on shared values and norms. They are also working with architects to define the specific characteristics of the private areas, i.e. their own homes.
Welafare attivo, perchè?_
- attivazione di soggetti direttamente coinvolti
- incontro tra cittadini, istituzioni e imprese non-profit o di mercato
- messo in atto dal basso, nella scala locale
- ha finalità sociale
- produce socialità
Link_
www.cohousing.it
La Famiglia aperta/Simbiosi solidale
[in progress]
Italia, Florence
By: City of Florence (municipality)
The PROGETTO FAMIGLIE AMICHE (’Family Friends’ project) is a state-run childminding service. It’s a pilot project run by the Comune di Firenze and has been running five years now, with great success. You pay half, the state pays half, so it is a relatively cheap option, and very flexible.
The idea is the Comune matches you up with other parents with two or three children of the same age, someone donates their house for daycare, and a qualified childminder (or two) is sent from the Comune to look after the children at the home. Everything (length of care, food, number of childminders, activities, etc) is all agreed between the parents.
The phone number of the organiser is 055 262 5748. (This is an office of the Comune di Firenze, so only Italian is spoken). Cost is around 200 a month, but can vary widely depending on the choices made by the parents. The advantage of this scheme is that you can specify a language group (e.g. request that the other children and childminder are English or German-speaking).
Link_
www.comune.firenze.it/asilinido/servizi/fa_amiche.htm
Ruoli estesi
Italia, Napoli
By: Azienda di trasporto Ctp, Caritas e Cooperativa “La Locomotiva”
Slogan_
L’ integrazione viaggia in autobus
Soluzione_
Il progetto Contact 2 consiste nell’ospitare a bordo degli autobus dell’azienda di trasporto Ctp-Napoli mediatori culturali italiani e stranieri della Caritas per favorire la convivenza e l’integrazione degli immigrati nel territorio del Giuglianese. L’autobus, mezzo di trasporto elettivo per i lavoratori stranieri, si trasforma in luogo di mediazione, di incontro-scontro e di scambio culturale arrivando capillarmente nei quartieri a maggiore densità abitativa immigrata.
Contact rappresenta un tentativo concreto di offrire soluzioni praticabili a problemi reali, educare alla legalità, evitare incomunicabilità e situazioni di conflitto e favorire la convivenza tra i cittadini della provincia di Napoli e gli immigrati spesso visti come minaccia.
Il precedente progetto Contact 1 ha potuto vantare tra i suoi risultati l’incremento della vendita dei titoli di viaggio, la conoscenza reciproca dei cittadini e degli stranieri, la costituzione di una rete auto-organizzata e solidale dei lavoratori della Ctp i quali hanno voluto autotassarsi per finanziare un progetto nel quale credono fermamente.
Tale progetto è stato premiato con il premio Virillio alla “Cittadinanza Attiva”, è stato segnalato dal Formez come “Best practice” ed è stato individuato come “Buona proposta formativa” al “First International Human Resources Workshop” di Limelette in Belgio.
Welafare attivo, perchè?_
- attivazione di soggetti direttamente coinvolti ai beneficiari per condivisione/convivenza
- incontro tra cittadini, istituzioni e imprese non-profit o di mercato
- messo in atto dal basso, nella scala locale
- ha finalità sociale
- produce socialità
Link_
www.ctpn.it/contact.htm
Ruoli estesi
Italia, Napoli
By: Comune e Provincia di Napoli, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Regione Campania, Scuole
Slogan_
Una chance in più
Soluzione_
L’idea scaturisce dal carattere di massa della dispersione scolastica nell’area metropolitana di Napoli e la soluzione consiste nell’intervenire in famiglie multi-problematiche (povertà, malattie, carcere, dipendenze ecc.), residenti in quartieri molto difficili, attraverso la presa in carico di giovani svantaggiati con lo scopo di una inclusione nella società passando attraverso il reinserimento scolastico e la formazione professionale.
L’intento è quello di permettere a tali giovani di acquisire diritti-doveri di cittadinanza, una cultura della legalità e del valore del lavoro fornendo loro gli strumenti culturali idonei a contrastare l’illegalità diffusa e la fiducia necessaria (empowerment) per poter progettare la propria vita in un’ottica di cambiamento e al di là dei modelli negativi interiorizzati.
Si tratta di mettere in pratica la teoria della Comunità basata su l’apprendimento in situazione, ovvero l’apprendimento costruito sull’esperienza e di un nuovo concetto di scuola-comunità.
Figura chiave del progetto è l’insegnante mediatore, colui che costruisce continuamente ponti tra l’insegnante conduttore e i ragazzi, fa un grosso lavoro di accompagnamento e di contenimento, mantiene i rapporti col territorio e con le famiglie. In alcuni moduli è presente la figura della “bidella sociale” e della “mamma sociale”, cioè figure che fanno opera di mediazione.
Welfare attivo, perchè?_
- attivazione di soggetti direttamente coinvolti ai beneficiari per condivisione/convivenza
- incontro tra cittadini, istituzioni e imprese non-profit o di mercato
- messo in atto dal basso, nella scala locale
- ha finalità sociale
Link_
www.terre.it/giornale/articoli/324.html
Vicinato Integrato
Italia, Roma
By: Comune di Roma
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La prima festa dei vicini di casa
Soluzione_
L’iniziativa si ispira a quanto accade in altre città d’Europa per vincere la diffidenza diffusa nelle città dove si rischia sempre di più l’isolamento, per sviluppare quei legami sociali e di solidarietà con il proprio vicinato che la freneticità della vita moderna ha reso sempre più radi e distaccati.
La voglia di costruire una comunità solidale è molto diffusa tra la gente e spesso è necessario solo promuovere un’occasione di incontro e di conoscenza per allontanare dai palazzi l’anonimato e l’isolamento.
La soluzione consiste in una serie di strumenti (consigli, istruzioni, kit e locandine) scaricabili da un sito web per permettere a un gruppo di persone che abitano nello stesso vicinato di avviare un progetto in comune come quello di organizzare una festa.
Welfare attivo, perchè?_
- attivazione in prima persona dei soggetti direttamente interessati come co-prodottori
- incontro tra cittadini, istituzioni e imprese non-profit o di mercato
- messo in atto dal basso, nella scala locale
- produce socialità
Link_
www.festadeivicinidicasa.it
Vicinato Integrato
Italia, Bologna
By: Condomini del quartiere pilastro di Bologna

Slogan_
La prima Tv realizzata dai condomini
Soluzione_
Teletorre 19 è una emittente televisiva condominiale, nata due anni fa in una delle quattro Torri del quartiere Pilastro di Bologna. Le Torri sono grattacieli di 18 piani con 72 appartamenti ciascuno, costruiti a metà degli anni ‘70; in realtà, più che grattacieli sono dei piccoli paesi avvitati intorno agli ascensori, perché tra i suoi abitanti è forte lo spirito comunitario. Il condominio è interamente autogestito dai condomini, per esempio le varie famiglie si suddividono le pulizie delle parti comuni. Nella squadra di autogestione oltre il gruppo di pulizia c’è il gruppo di giardinaggio, quello di manutenzione, che sostituisce la lampadina, aggiusta la porta che non chiude bene, il campanello che non suona, ecc., e accanto all’ascensore è stata appesa la tabella coi turni. In questo modo anche la socializzazione è aumentata, perché quando ci si trova a fare le pulizie insieme, per forza si parla e ci si conosce; ed è partendo da questo piccolo seme che poi è nata e cresciuta la condivisione delle esperienze, fino ad arrivare a Teletorre. La telecamera è servita a cementare ulteriormente la comunità; ha fatto diventare i suoi abitanti in qualche modo dei protagonisti, dei personaggi pubblici all’interno del condominio.
Sono molte le rubriche proposte da questa innovativa emittente televisiva. Una di queste prevede il coinvolgimento dei nuovi abitanti del condominio: quando arrivano dei nuovi vicini viene proposto loro di presentarsi agli altri condomini attraverso la televisione. ‘Diciotto piani più tre’ si occupa di notizie dagli interni; ‘Uso e manutenzione’ è una rubrica di servizi di utilità che illustra, ad esempio, come funziona l’ascensore, come si usa il depuratore, oppure come vengono eseguite le piccole riparazioni. Prima di ogni riunione condominiale viene fatta un’intervista all’amministratore per illustrare i problemi all’ordine del giorno, in modo che i condomini vadano alla riunione già preparati; e anche questo è un appuntamento fisso. Inoltre vengono effettuate le dirette delle riunioni condominiali, così chi non può o non vuole partecipare viene informato del loro andamento rimanendo a casa.
Welfare attivo, perchè?_
- attivazione in prima persona dei soggetti direttamente interessati come co-progettisti / ideatori e come co-prodottori
- iniziativa generata di modo autonomo dai cittadini
- messa in atto dal basso, nella scala locale
- produce socialità
Link_
www.teletorre19.com
Vicinato Integrato
Italia, Imola
By: Comune, Consorzio servizi sociali di Imola, Ausl

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Una convivenza possibile tra anziani
Soluzione_
Ad Imola il Comune ha costruito una palazzina destinata all’edilizia pubblica e ha assegnato un paio di appartamenti ad altrettante famiglie mentre il Consorzio servizi sociali ha preso in gestione i rimanenti alloggi per offrire una residenza autonoma ad anziani non completamente autosufficienti. In portineria è possibile trovare una famiglia tutor costituita da una coppia di extracomunitari, lei tunisina, lui marocchino, che in cambio dell’alloggio gratuito ha lo scopo di gestire le emergenze garantendo il presidio notturno, di mantenere e stimolare gli abitanti ma allo stesso tempo rappresenta – gran merito va ai due bambini – una specie di collante familiare.
Gli ospiti vivono in autogestione che viene promossa e valorizzata in un contesto condominiale assistito e il criterio che lo ispira è la stretta interazione tra il mantenimento dell’indipendenza (stare in un casa propria) e il sostegno nelle attività quotidiane della vita (l’essere aiutati). Al piano terra della struttura è presente un ambulatorio aperto al quartiere e gestito dai volontari dell’Auser e dell’Antea, sempre pronti a garantire anche la copertura infermieristica. Così facendo si ricreano quelle reti sociali, formali e informali che hanno accettato di trasformarsi qui in reti di sostegno. Attualmente i condòmini del condominio solidale sono tredici anziani, con un’età compresa tra i 65 e gli 85 anni, non completamente autosufficienti e che necessitano quotidianamente di un piccolo intervento di base, come preparazione del pasto, igiene personale o anche solo ricordarsi di prendere i farmaci all’ora giusta.
La convivenza tra anziani genera qualche incomprensione, ma un buon vicinato, non facile ma possibile, certamente migliora la qualità della vita.
Welfare attivo, perchè?_
- attivazione in prima persona dei soggetti direttamente interessati come co-prodottori
- incontro tra cittadini, istituzioni e imprese non-profit o di mercato
- messo in atto dal basso, nella scala locale
- ha finalità sociale
- produce socialità
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www.cssimola.provincia.bo.it
Vicinato Integrato
Francia, Parigi, quartiere di Epinettes-Batignolles
By: abitanti del quartiere

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La rete virtuale di vicinato
Soluzione_
Gli abitanti del quartiere di Epinettes-Batignolles, nel diciassettesimo arrondissement, hanno creato un sito web per infondere una dinamica di incontro, di partecipazione e di assistenza fra gli abitanti del quartiere; per fare di internet un mezzo per uscire dal virtuale e non fine a se stesso. Il sito aiuta gli abitanti del quartiere a incontrarsi, conoscersi, dialogare, a organizzare aperitivi o incontri, ma anche a creare delle reti di vicinato che possano rispondere ai bisogni quotidiani: le “mamme di quartiere” alle quali affidare i figli, il club degli informatici pronto a intervenire in caso di computer in difficoltà, ecc. L’agenda raccoglie tutti gli appuntamenti del quartiere, dalle serate musicali agli incontri di studenti. Per accedere alle sezioni occorre iscriversi gratuitamente al sito. Peuplade.net ha due padri e una madre: Nathan è l’ideatore del progetto, Sthephane è il direttore tecnico che ha sviluppato il sito e Nadege è la responsabile.
Welfare attivo, perchè?_
- attivazione in prima persona dei soggetti direttamente interessati come co-progettisti / ideatori e come co-prodottori
- iniziativa generata di modo autonomo dai cittadini
- messa in atto dal basso, nella scala locale
- produce socialità
Link_
www.peuplade.net